Miti e leggende

Per quanto mi piaccia parlare di draghi e simili, voglio affrontare un'altra categoria di leggende molto più divertenti.

  • Vini senza solfiti.

Non ci sono, non esistono, non pervenuti, non in vendita. Ergo non chiedeteli.

Non entro nel dibattito dove ormai la solforosa viene catalogata come il nuovo Fosgene, avremo modo di discuterne più avanti. Basti per ora sapere che la fermentazione alcolica crea solfiti. In commercio potete trovare vini senza solfiti aggiunti, vuol dire che il produttore, per scelta personale, non ha aggiunto anidride solforosa in nessuna fase di produzione.

  • Il vino costoso è sempre il migliore.

Certamente se sappiamo che un tappo di sughero di media qualità si aggira su un                       prezzo di 0,30€, una bottiglia di vino come fa a costare 3,00 €?

D'altro canto, sappiamo che la qualità va pagata. L'esperienza del viticoltore, la fortuna di un terreno vocato, l'investimento nel tenere il vino in affinamento, ecc. Superata però una certa soglia non parliamo più di vino ma di speculazione e marketing.

  • Il vino del contadino è sempre più buono.

Per quanto il piccolo contadino vicino a casa nostra faccia vino quasi da tempo immemore e (parole sue) non usa nulla di chimico, ha gli stessi controlli di un'azienda? Può contare su agronomi ed enologi, tecnici di cantina che controllano il prodotto in tutte le fasi della sua vita per capirne tutte le sfaccettature?

  • I vini da tavola fanno schifo.

Parlando di vino da tavola, fantastichiamo su Tavernello, Ronco e simili.

Molti produttori, per scelta, non fanno entrare il loro prodotto nelle varie denominazioni               (IGT, DOC/DOP e DOCG) preferendo di rimanere nei vini da tavola.

Ricordo che i famosi Supertuscan nascono tutti come vini da tavola.

  • Al sud tagliano il vino con strane cose

Marzo 1986 scandalo del metanolo.

IN PIEMONTE!!! Al Nord!!!

  • Tappo vite, vino scadente.

La scelta del tappo non è mai casuale per un produttore. Il principio di base è permettere che il vino abbia una micro ossigenazione, o anche meno. Questo porta a un evoluzione del prodotto sia essa in positivo come in negativo. Se invece volessimo che il nostro vino rimanga il più possibile invariato perché non ha bisogno di lunghi affinamenti in bottiglia, possiamo usare                           tappi differenti dal sughero: silicone, vetro, stelvin, corona ecc..

Da qualche anno i tappi stelvin si sono evoluti in modo da permettere una micro filtrazione, come fosse un tappo di sughero, ma senza che si presenti il problema del tricloroanisolo                 (per gli amici, il SENTORE DI TAPPO).

Piccolo accenno storico: prendendo spunto dalle borracce dei pellegrini a metà del XVII in Francia, il monaco appartenente all'ordine benedettino Pierre Pérignon rivoluzionò il tappo sughero.

  • Chiudere le bottiglie di spumante.

Ormai è una certezza, lo si vede ovunque. E peggio di Freddy Krueger, appare nei vostri peggiori incubi quando meno ve lo aspettate. Il cucchiaino! Si parlo proprio di quel cucchiaino usato per chiudere le bottiglie di spumante-prosecco-champagne a dir si voglia.                                               E la domanda che mi assilla è molto semplice. Perché?? Solitamente la risposta è vaga con teoremi pari a quelli dei terrapiattisti.

Quindi se avete uno spumante aperto, per chiuderlo l'unica azione degna di nota è l'utilizzo            di un tappo apposito per spumanti con chiusura; tutto il resto è noia.