Mare, pioggia, vento e vigne

Sicuramente non è la zona più famosa dal punto di vista vitivinicolo, visto che nella stragrande maggioranza dei casi neanche sui libri di enologia se ne parla e i turisti che vanno su quest'isola (spesso ignari che lì si produca vino) lo fanno per un turismo leggermente differente da quello enologico o culinario.

Devo essere sincero; quando mi ci sono recato non sono riuscito a visitare le varie zone dedicate al vino per svariati motivi... come posso dire:

  1. Ero in ferie

  2. Dovevo controllare che un certo Giacomo non affogasse in mare (o dovevo affogarlo? non ricordo)

  3. Ero in ferie

  4. Dovevo controllare che Salvo non venisse ucciso dalla Gio (forse stavo aprendo una bisca per eventuali scommesse per chi moriva prima, ma non ricordo)

  5. Ero in ferie

  6. Stavo bevendo il Mojito migliore al mondo, talmente buono che persino il buon Hemingway ne sarebbe stato estasiato (tralasciando il punto di vista igienico che aveva alcune lacune, tra cui una panza da birra sui bicchieri).


Siamo sulla più grande isola situata al largo della costa occidentale dell'Africa; siamo nelle Canarie, più precisamente a Tenerife.

Ok come ho già detto sicuramente non si va su questa isola per fare tour enologici, ma qualche bella sorpresa la si può trovare.

La superficie di 2.034,38 km² fa sì che, come già detto, questa sia l'isola più grande dell'arcipelago, ma anche la più urbanizzata e col numero più alto di popolazione .... detto questo ... Dove diavolo sono le vigne visto che sul bordo troviamo spiaggia e oceano e in centro un vulcano che grazie alla sua altezza è la montagna più alta spagnola?

Possiamo trovare 5 zone per la coltivazione della vite, che si è insediata già nel XV secolo:

  • Tacoronte-Acentejo

  • Ycoden-Daute-Isora

  • Valle de la Orotava

  • Valle de Güímar

  • Abona

Il terreno è di prevalenza vulcanica.

A seconda della zona possiamo trovare vari impianti di allevamento: alberello basso, a pergola, a vaso irregolare - quest'ultimo interessante da vedere in quanto al primo sguardo dà la sensazione di una coltivazione disordinata e senza senso mentre ha una logica ben precisa, molto simile all'alberello - ed infine la coltivazione a spalliera.

Fa molto piacere che oltre ai classici vitigni internazionali si trovino molti vitigni autoctoni anche pre fillossera come Listán Bianco, Malvasia, Gual, Albillo Criollo, Vijariego, Moscatel, Marmajuelo, Verdello, Listán Nero, Negramoll, Tintilla ed altri.

Come vinificazione ho trovato molta biodinamica, alcuni estremisti hanno anche delle macerazioni lunghe, ma poca cosa.

I vini che ho trovato hanno una bella nota minerale e sapida, per alcuni bianchi oserei dire salata mentre i rossi in qualche momento, con picchi di alcol un po' alti ma non fastidiosi, trovano sempre un bel frutto al naso con note erbacee nel finale.

Molto interessanti i loro vini fortificati, e con cifre che non hanno nulla a che vedere con i fratelli (sicuramente più famosi e blasonati) della Spagna.


Vi lascio con alcuni consigli. Buona degustazione.

Syrah Hiboro Bodega La Hijuela 2014

Vino al naso molto pieno dalla grande nota speziata. Nota molto calda ed avvolgente in bocca ed un tannino ancora un po' verde.

La Hijuela (trovate i contatti tramite facebook)


Tara Tintilla Vina Zanata 2016

Naso un po' chiuso, spicca però in bocca la nota minerale con un leggero finale erbaceo.

www.zanata.net


Listán blanco Locartas 2016.

Qui troviamo una leggera macerazione che al primo naso può un po' spaventare, ma in realtà nasconde una buona sensazione agrumata ed in bocca a un grande corpo ma ben bilanciato dalla sensazione di freschezza e sapidità.

Locartas Los Pelados (trovate i contatti tramite facebook)